Napoli, 15 Marzo 2019

sapevi di poesia e malinconia:
non ho mai compreso cosa ti mancasse davvero,
cosa ti facesse stare male
ad indurti ad essere come loro,
a riempirti di quella roba che manco amavi così tanto
e non ti stava bene,
ma poi ci sei caduto come gli altri.
hai sempre avuto un profumo diverso
che invogliava a farsi conoscere quasi come se fosse una trappola
e come una stupida ci cadevo spesso in quella ragnatela
che dicevi che non era colpa tua,
che non lo facevi apposta
eppure mi dimostravi sempre il contrario di ciò che mi promettevi di non fare.
avevi quel profumo così particolare
che forse l'ho sempre saputo,
che dietro tutto ciò c'era una grande tristezza che non riuscivi a colmare
e non sapevi come tappare quel grande vuoto
che ogni sera ti ammazzava un po' alla volta
e io come la solta pensavo di poterti aiutare,
perché credo spesso di essere una psicologa che con le sue frasi ripara tutto
e di poter aiutare ad uscire da quell' orrore che non ti è mai appartenuto.
sapevi di tutto ciò che ho sempre desiderato,
ma che probabilmente era mutato o mai appartenuto, forse rubato a qualcun altro,
perché ho sempre creduto in te,
nel senso che non tutti riescono a farmi provare qualcosa,
a riuscire a farmi credere di nuovo nelle favole,
a farmi tornare la bambina spensierata che ero,
ma so anche che certe cose non mi appartengono
come il dolore che mi portavi ogni volta,
perché mi facevi sempre del male
e io chiudevo sempre gli occhi
pensando che domani sarebbe andato meglio,
che te ne saresti accorto prima o poi,
ma mi sbagliavo,
mi sbagliavo sempre.

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