Universal Message

Domina gli abissi ,assorta sorte mia.Muto sulle mute carte,a meraviglia passarle una per volta,in disparte.
Adornato destriero,l'amore,il suo lampo borbotta senza tregua nei giorni avvenire.Assorta come l'intemperanza di un'ora,la città sfuma tra le dita del tempo.Velata e sentita suona in lontananza,musica divina.Un debole clarinetto d'usanza a baci,mentre due cuori,mano nella mano s'incamminarono nella neve purpurea nella luce notturna.A stento s'adagiava sulle strade a fiocchi piacevoli senza rumore.
Nel suo possesso,dell'inferno con i suoi dubbi, un bacio cantava un poema,il suo sapore smielato in parole sussurrate e corde, infuso nelle stagioni di un fiore.
Che fonte inesauribile di piacere ai tempi insaputi furono allora,quali aromi fiorivano gioie,adolescenza cieca e sana.Quel bel romanzo piacque agli innamorati,avanzare all'altra metà della gioventù.Alquanto arrivò da me spiando legenda, triste lacrime prendevano l'avvio di un sentimento sul volto di cento volti e altri cento sguardi. Quando amare univa anima confusa desiderosa d'un solo bacio.Un sogno custodito e nutrito d'abbandono a sé,segreto dalla madre in abile servitù, il Dolore a fiero di cavallo tracciato smisurato e insinuato a galoppo scomparve nella notte.Sminuito sole sul cielo grigio minaccioso e scuro, scopriva l'ode di vita,un epoca di signori feudali e baroni.Dalle dolci fanciulesche andature,le giovani e loro candore puro,apparvero curiose ninfe con le loro mani guantate a salutare, sinuose passeggiate,sostate a far risate di sottecchi.
Fu ignote righe di cenere notturna a dar voce a loro cuore,a favole compiute o immaginate.
Soffermati lontani,a ritmo di campane di catedrali, uomini abbracciati a Bacco, annebiati da calici di vino e fumo,cantavano a squarciagola incoincome ouverture ,sbalzando qua e là a passo scoretto.Nei suoi cerchiati labirinti,l'amore conquistava sentiri e risate in sapore sublime.A seguito,vestali di Bizantio, lustrini e perle sulla pelle privi di parola,sorrisi e fugaci sguardi,a dare festa, miragio di valzer e polca. Il brivido dolce,chinato al Piacere invece,s'amagliava in apriga danza segreta,ove l'occhio stanco non baciava l'orizzonte.Danza violenta,sfiorata da passione arzilla,di odori e profumi.Mille fiamme e ardori.Scalpore.Tacere.Patima.Amore.
S.Gh.

Abruzzo, 31 Dicembre 2017

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